Le Marachelle

"Ricordi Antichi"


Quando si pensa ad un progetto fotografico non si fanno mai abbastanza i conti con le emozioni, e noi, in questo progetto, ci siamo emozionati tanto, abbiamo sorriso, abbiamo pianto e, soprattutto, abbiamo conosciuto delle persone straordinarie.

Le Marachelle "Ricordi Antichi" prende vita da una riflessione su un tema che oggi la società rigetta e demonizza, ossia la vecchiaia. Abbiamo tutti paura di invecchiare, il terrore della prima ruga, del primo capello bianco, paura di non piacere più fisicamente.

Un tema che ci riguarda tutti perchè riguarda la vita.

Ma dopo aver visto, e letto la storia dei sei protagonisti del nostro progetto, vi sentirete proprio come ci siamo sentiti noi, degli sconsiderati, dei pazzi per aver pensato di poter rimanere giovani per sempre, di aver paura della vecchiaia, di non continuare ad essere noi stessi nonostante il corpo muti e si adatti al tempo.

Le Marachelle porta questo nome perchè volevamo raccontare un episodio della vita di queste straordinarie persone, un episodio divertente della loro infanzia, una marachella appunto. Ma la loro infanzia sembra cosi lontana, i ricordi cosi antichi, da non avere più il tempo e la voglia neanche nell'essere raccontati, cosi distanti dal mondo di oggi.

Eppure ci sarebbe piaciuto poterli ascoltare e far rivivere quei bambini che furono, anche se, e ne siamo certi, dentro di loro continuano a vivere e a combinare marachelle tutti i giorni.


Bruno. La responsabilità.

Bruno ha 75 anni, ha un po di difficoltà a camminare ma si fa a piedi tutta la via per poter partecipare e raccontarci un po’ di sé.

La prima cosa che notiamo sono i suoi occhi grandi, profondi e pieni di nostalgia. Beve un bicchiere d’acqua ma è ansioso di farsi fotografare, non parla molto e ci regala sguardi sinceri. Proviamo a farci raccontare un episodio divertente della sua infanzia, ma sorride senza raccontarci nulla, come se fossero passati troppi anni e troppe vite per poter ritenere la sua infanzia interessante. Finiamo di fare due scatti e va via stringendoci la mano e ringraziandoci, silenzioso, serio, responsabile, come solo gli uomini di una volta sanno essere.


Laura. Il coraggio

Laura ha 78 anni, è minuta, ma con degli occhi grandi. Insieme a lei c’è il suo Paolo, dolcissimo, che non vuole staccarsi da lei, le da la mano, la guarda innamorato, suo figlio, il suo bambino che rimarrà per sempre piccolo e tenero. Si fa aiutare da noi a mettersi in posa, delle volte ci regala dei grandi sorrisi, altre volte ci dice che non si piace, che spera di venire bene in foto. La rassicuriamo un po' e cosi ci racconta un episodio divertente della sua adolescenza, di quando con la cuginetta si fermavano alle giostre per giocare sugli autoscontro all’insaputa della zia. Lo facevano ogni tanto, ma un giorno entrambe si fanno male e gli viene un bernoccolo in testa, quanta paura tornare a casa ed essere scoperte, ma la zia non se ne accorge e le cugine si guardano scoppiando a ridere per averla passata liscia. E sorride anche lei mentre ce lo racconta, gli occhi lucidi pieni di qualcosa che è tanto antico.



Giuseppe. L’orgoglio

Giuseppe ha 75 anni, lui e la moglie partecipano insieme al nostro progetto, è allegro, sorridente, un personaggio. Si sente subito a suo agio, ci racconta dei suoi studi, della sua vita, è fiero del suo percorso di vita e della sua famiglia. Quando parla è soddisfatto di ciò che ha fatto e di ciò che ha. Alla fine ci racconta anche una barzelletta, ridiamo tutti insieme e a lui rimane sul viso un grande sorriso.



Maria Antonietta. La bellezza.

Maria Antonietta ha 75 anni, entra insieme a Giuseppe, ma più timida e titubante, gli occhi già lucidi e pronti ad esplodere. Ascolta sorridendo il marito, ma si vede che è in ansia e preoccupata perchè dopo sarà il suo turno, si vede brutta, non si piace in foto. Quando si siede davanti all’obbiettivo diventa seria, si vedono solo gli occhi lucidi. Non riesce a raccontarci nulla della sua infanzia, dice che è passato troppo tempo. Allora le parliamo di suo marito e delle sue barzellette, le chiediamo se riescono mai a farla ridere, lei dice di no, mai, ma mentre lo dice scoppia a ridere, ed è il suo sorriso più bello.


Orazio. La tenerezza.

Orazio ha 81 anni, ha un viso dolce e pieno di amore per la figlia e la nipotina che oggi l'accompagnano. Si siede davanti all'obiettivo, pronto e consapevole degli scatti da fare. Gli chiediamo se ha una marachella da raccontarci e ci parla di quando era piccolo e saliva a piedi scalzi sull'albero di ciliegie e mangiarle di nascosto dai genitori. Fino a quando un giorno il padre non lo scopre, lo rimprovera e lui cade giù dall'albero. Quanto male fece la caduta, ma ancora di più le botte del suo papà. Cosi sorride nostalgico ma ancora pieno di vita e di voglia di fare.


Vincenza. La nostalgia.

Vincenza ha 76 anni, è la moglie di Orazio, siciliani entrambi, e in lei si sente ancora oggi l'accento nonostante tantissimi anni al nord. La sua infanzia l'ha vissuta li, una terra cosi lontana come anche i suoi ricordi. La immaginiamo correre tra gli aranci sotto il sole, tra una marachella, che oggi non sovviene, e la responsabilità di essere bambini a quell'epoca.


Un ringraziamento particolare va a queste sei grandi persone ed anche ai loro familiari, figli, nipoti, che hanno creduto nel nostro progetto.

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