ESSENTIA ANIMAE




essènza s. f. [dal lat. essentia, der. di esse «essere»]. – In filosofia, la realtà propria e immutabile delle cose.


ànima s. f. [lat. anĭma «soffio»]. – Il principio vitale dell’uomo, di cui costituisce la parte immateriale, origine e centro del pensiero, del sentimento, della volontà.

Da tempo sento la necessità di fotografare ciò che di più puro, vero, autentico, possiede l'uomo.

Se stesso.

Se stesso nella sua ordinarietà, nei suoi pregi e difetti, nella sua vita fatta di errori, sconfitte, vittorie, gioie e dolori.

La vita stessa che prende forma in ogni singolo essere umano.

In questo piccolo spazio, tutto mio, voglio raccontarvi della normalità.

Nessun supereroe, nessun influencer, nessuno specialista in nessun settore. Nessun fenomeno.

Voglio raccontarvi l'essenza dell'Anima.

Essentia Animae


Il progetto è lungo e per me anche pieno di emozioni contrastanti, seduta accanto a quelle persone normali, ma posso assicurarvi uniche, che hanno voglia di raccontarsi, ascolterò la loro vita, ciò di cui hanno voglia e necessità di narrare.

Storie di vita vera, di amore, di dolori e di felicità o di infelicità.

Con loro riderò e piangerò.

E scatterò una foto, non saremo più fotografo e fotografato, saremo una connessione di anime.

Il risultato stesso sarà una fotografia dell'anima e non della persona nella sua fisicità.

Entrando in punta di piedi nella loro essenza.


Antonella Cilìa

Laerte, alla scoperta del suono


Due anni e mezzo fa viene concepito Laerte, nel grembo materno fa capriole e si diverte, comincia a crescere in attesa di vedere il mondo e di abbracciare i suoi genitori.

Per tre mesi è tutto solo, ma un bel giorno e all'insaputa della sua mamma, incontra un nuovo "amico", il CMV. Lui non sa chi o cosa sia, vivono insieme e la loro amicizia fila liscia.

La mamma di Laerte, Lucrezia, dopo qualche mese, si reca in ospedale per i soliti controlli di routine, ma stavolta, il dottore le dice che il suo bambino sembra che stia crescendo molto poco.

A 27 settimane di gestazione Lucrezia scopre di aver avuto, mesi prima, una infezione da citomegalovirus del tutto asintomatica.

C'è poco liquido amniotico, Laerte non cresce abbastanza, per un mese vengono ricoverati in ospedale per essere tenuti costantemente sotto controllo.

Laerte e il suo amico CMV, non sanno di tutta la paura e l'apprensione della sua mamma e del suo papà Gianluca, che è sempre con lei.

Dopo 5 settimane Laerte non cresce più, è in sofferenza e cosi pure la sua mamma non sta bene, deve nascere di urgenza.

Laerte nasce. E' grande solo 1,3 kg, uno scricciolo, la sua mamma fa in tempo a vederlo e ad accarezzarlo, ma deve essere trasferito d'urgenza in reparto di rianimazione con la sua enorme incubatrice che lo tiene in vita.

Laerte e il suo amico CMV, continuano a vivere insieme.

Lucrezia e Gianluca stanno malissimo, sono disperati per il proprio piccolo, i dottori non sanno dire loro quali conseguenze potrà avere Laerte.

I sintomi permanenti possono essere molto gravi e causare diverse forme di invalidità permanente come sordità, cecità, ritardo mentale, deficit di coordinazione dei movimenti.

Fanno avanti e indietro dall'ospedale, vedono uscire continuamente mamme felici con il proprio bambino in braccio, un moto di gelosia li attanaglia, loro che non hanno ancora potuto stringere il loro piccolo.

Passano dieci giorni e Laerte è arrivato a 1,8kg, finalmente può uscire dall'incubatrice.

E' forte, cosi come lo sono la sua mamma e il suo papa, che nel frattempo hanno trovato il coraggio di vedere solo il bene, di mettere da parte invidia e gelosia, di affrontare la vita e i suoi ostacoli.

Laerte cresce, ma qualcosa non va, il suo udito non funziona.

Laerte è sordo.

Il CMV gli ha portato via i suoni.


In aiuto al piccolo Laerte viene la medicina e la scienza, oggi esiste l'impianto cocleare, un orecchio artificiale elettronico in grado di ripristinare la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda, uno strumento che si sostituisce alla coclea patologica inviando direttamente al nervo acustico linguaggio e rumori ambientali.

A 11 mesi Laerte finalmente può essere operato. Ha vissuto nel silenzio per mesi e i rumori vengono mappati poco alla volta, per non iperstimolare le sinapsi.

Quando, per la prima volta, sente la voce della sua mamma, Laerte piange, piange emozionato.

L'unione tra Laerte e CMV continua ancora, ma grazie ad una terapia antivirale, presto si separeranno per sempre.

Laerte ride, gioca, corre, cade e si rialza, é un bambino come tanti, sordo.

La protesi lo accompagnerà per sempre.

Lucrezia e Gianluca mi raccontano la loro storia con le lacrime agli occhi, ma concludono sorridendo guardandosi complici, sono sereni, felici e combattivi.

Ma poi scoppiano a ridere, pensando che Laerte adolescente avrà un modo del tutto originale di non ascoltare ciò che dicono i genitori, gli basterà sganciare il magnete che tiene attaccato l'impianto cocleare per non sentirli davvero!

Che ribelle il piccolo Laerte :)

Segui le avventure di Laerte su https://www.instagram.com/thetalkingchild/

www.ciaocisentiamo.org

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